Diritti sociali, famiglia ed istruzione

Lotta alla dispersione scolastica

La lotta alla dispersione scolastica deve costituire assoluta priorità se veramente si vuole perseguire un progetto di integrazione dei bambini e dei ragazzi appartenenti alle famiglie più disagiate e se davvero si vuole migliorare le loro condizioni di vita.

Di certo la dispersione scolastica non si combatte con il banale reato contravvenzionale oggi previsto a carico dei genitori ma si combatte unicamente prendendo per mano tanti bambini, soprattutto di etnia rom, e facendoli giornalmente assistere da personale specializzato, da cooperative di volontariato e comunque da soggetti che possano offrire modelli educativi diversi rispetto a quelli spesso deteriori ai quali incolpevolmente sono in quotidiano contatto.

Il Comune dovrà coinvolgere associazioni di volontariato, cooperative e parrocchie per poter favorire i processi di reale integrazione che partono chiaramente anche dalla frequenza effettiva e costante della Scuola.

Servizio di assistenza domiciliare integrata all’assistenza sanitaria (ADI) a favore di persone affette da disabilità mentale ed anziani non autosufficienti e servizio di assistenza domiciliare (SAD)

E’ di prioritaria importanza, per come previsto dal Piano Regionale degli Interventi e dei Servizi Sociali, favorire la domiciliarizzazione del soggetto non autosufficiente nonché incrementare i servizi di assistenza alla persona per sollevare la famiglia dall’assistenza ai loro congiunti non autosufficienti.

All’uopo, occorre intercettare i fondi regionali sussistenti sia per i disabili in gravi condizioni, sia per i soggetti non autosufficienti e sia per i disabili mentali affinchè sia garantita l’assistenza domiciliare integrata nonché i relativi fondi ministeriali; ciò soprattutto al fine di poter, poi, dedicare le purtroppo non eccessive risorse del bilancio comunale soprattutto a quei servizi, quali quello doveroso dell’assistenza finalizzato alla promozione dell’autonomia e della comunicazione personale degli alunni portatori di handicap e frequentanti le scuole dell’obbligo ed i servizi di trasporto complementari sempre per persone affette da disabilità.

Assistenza scolastica portatori handicap e trasporto scolastico e per persone disagiate

E’ di preminente importanza garantire agli alunni portatori di handicap frequentanti la scuola dell’obbligo un servizio finalizzato alla promozione della propria autonomia; ciò dovrà continuare ad avvenire per come previsto in passato dalle direttive di cui alla deliberazione di G.C. n. 353 del 03/11/2016 che aveva ampliato il preesistente servizio anche agli alunni in situazione di non gravità di cui all’art. 3 comma 1 legge 104/92.

Dovrà, altresì, prevedersi un numero di ore pro-capite settimanali che sia sufficiente a garantire la promozione della autonomia.

Con riferimento, poi, alla mobilità ed in particolare al servizio di trasporto scolastico e per persone disagiate, deve esservi l’impegno per i relativi servizi nel P.T.E. della Lamezia Multiservizi onde garantire che possa esservi il servizio di mobilità urbana su richiesta (servizio taxi) per superamento handicap.

Campo Rom e processi di integrazione

La situazione del Campo Rom di località Scordovillo rappresenta forse la maggiore criticità dell’intera Città tant’è che lo stesso ivi insiste da circa 40 anni.

Inutile sottolineare le condizioni di grave degrado nel quale vivono i residenti che erano pari, al novembre del 2017, a 101 nuclei familiari per complessive 416 persone; inoltre, il fenomeno è particolarmente preoccupante anche perché l’area, che un tempo era molto periferica, oggi è in pieno centro urbano e cioè a ridosso del Presidio Ospedaliero e di edifici scolastici.

Si è in passato avuto accesso ad alcuni finanziamenti ma non hanno dato i frutti sperati come ad esempio con la delibera di G.C. n. 19/04 poi rimodulata con delibera di G.M. n. 254 del 18/06/09 inerente il PON Sicurezza.

Con deliberazione di G.C. n. 375 del 07/11/2017, si era proceduto, al fine di pervenire a risoluzione del problema ed al definitivo sgombero, alla costituzione dell’Unità di Progetto denominata “Rom Scordovillo” individuando all’uopo apposite figure appartenenti ai Servizi Demografici e Sociali, alla Polizia Locale, ai Settori Programmazione Strategica e Realizzazione Nuove Opere, Economico-Finanziario e Manutenzione Opere Stradali ed Infrastrutturali.

Le linee direttive, che restano pienamente valide e da prontamente attuare pur essendo invano decorsi circa 24 mesi dalla detta delibera, sono:

monitoraggio campo rom ed insediamenti abusivi;

identificazione e censimento di tutti gli abitanti, riprendendo l’aggiornamento in tempo reale già in precedenza disposto;

controllo della situazione economico-patrimoniale di tutti i nuclei familiari e ciò anche con ausilio di Agenzia delle Entrate e Nuclei di Polizia Tributaria;

sgombero ed abbattimento immediato di eventuali insediamenti abusivi e cioè di baracche o container abitati o posseduti da soggetti non aventi la residenza in loco;

progressivo sgombero ed abbattimento con riferimento ai residenti aventi diritto alle misure agevolative per la risistemazione alloggiativa procedendo anzitutto a controlli incrociati su eventuali occupazioni di fatto esistenti in altri immobili Aterp ed in caso di esito negativo erogazione di contributo una tantum o comunque di cd. assistenza alloggiativa per un periodo pre-determinato stanziando all’uopo apposito fondo di bilancio comunale;

attivazione di un percorso di integrazione sociale, inserimento e scolarizzazione nonché di avviamento al lavoro con ausilio di associazioni di volontariato e di parrocchie.

Di certo, dovrà evitarsi che possa accadere ciò che in passato è ad esempio avvenuto con San Pietro Lametino ove il trasferimento di un numero di nuclei familiari nettamente superiori alle capacità del territorio di utilmente integrarli ha condotto al degrado dell’area ed alla creazione di veri e propri ghetti con il dilagare purtroppo della microcriminalità; al riguardo, debbono essere adottate soluzioni, in concerto con le altre autorità preposte, onde procedere ad una equa ridistribuzione dell’eccessivo numero di cittadini di etnia rom ivi presenti che stanno determinando situazioni pericolosamente conflittuali.

Pari opportunità

Occorre rendere effettivamente operativa la Commissione Pari Opportunità la quale dovrà, come da relativo regolamento, prendere parte attiva e propositiva all’interno della macchina comunale elaborando tutti i progetti di intervento che possano favorire la partecipazione e quindi l’effettiva parità tra i sessi, con istituzione del relativo capitolo di bilancio.

Colonie marine a favore di minori-anziani-persone diversamente abili

E’ doveroso compito di una amministrazione di migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini più fragili promuovendo quindi iniziative indirizzate a minori, anziani e persone diversamente abili.

Occorre, pertanto, per come già in parte portato avanti con delibera di Giunta Comunale n. 157 del 12/05/2017, favorire la realizzazione delle attività estive promosse da organismi del privato sociale del territorio lametino in favore delle categorie sopra indicate, garantendo un servizio di trasporto in favore degli organismi ed un contributo economico in favore degli organismi stessi; necessiterà fare ogni sforzo per aumentare le somme in precedenza destinate a detto servizio (pari nell’anno 2017 ad euro 30.000,00) per garantire migliore partecipazione ed ulteriore possibilità di svago e socializzazione.

Vita indipendente

Il fondo per le non autosufficienze presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali finanzia azioni sperimentali che sono volte all’attuazione del programma per la promozione dei diritti delle persone con disabilità.

Per il tramite delle Regioni, i singoli Distretti di Ambito possono presentare proposte progettuali destinando alle stesse solo una quota di co-finanziamento che può avvenire anche attraverso l’assegnazione all’uopo di personale comunale.

Già con deliberazione di G.C. n. 366 del 10/11/16 si è aderito per gli anni precedenti, tramite l’Ambito Territoriale del quale il Comune di Lamezia Terme è soggetto capofila, alla sperimentazione di dette politiche inerenti la promozione della vita indipendente e della inclusione sociale.

Occorrerà, quindi, proseguire in detta strada e favorire la relativa tematica con possibile individuazione anche di altre risorse da destinare all’inclusione che deve essere tra i principi guida della amministrazione comunale.

Casa di riposo comunale

Il Comune di Lamezia Terme è titolare della Casa di Riposo comunale che ha capacità ricettiva di 20 posti e che è gestita attraverso affidamento a seguito di gara d’appalto.

Dovrà tenersi conto dell’importanza del mantenimento di detta struttura, che rappresenta una importante opportunità fornita a persone non più giovani che si trovano in temporaneo o prolungato stato di difficoltà, riuscendo, quindi, a mantenere adeguato capitolo di bilancio che sia di integrazione alla retta comunque versata dai soggetti ivi ospitati.

Contributi economici per nuclei familiari in situazione di disagio economico

Occorre prioritariamente venire incontro a situazioni di assoluto, accertato ed incolpevole disagio economico dei nuclei familiari ed a ciò si è cercato di provvedere sia tramite il regolamento comunale degli interventi sociali di carattere economico finalizzati al contrasto alla povertà e sia a volte attraverso misure aventi carattere straordinario, come già avvenuto ad esempio con delibera di G.C. n. 428 del 04/12/2015 con la quale si sono impegnati euro 120.500,00 per nuclei familiari nei quali vi era stata perdita di lavoro dell’unico percettore di reddito.

Necessita, pertanto, rinvenire i fondi di bilancio comunali onde continuare sia nell’erogazione mensile cd. ordinaria e sia per fornire prestazioni che, seppur una tantum, riescono a dare respiro a situazioni di particolare ed incolpevole difficoltà ed in particolare a quelle determinate da problemi di salute.      

Una Città a misura di mamma

Occorre predisporre quanto necessario per far sì che non vengano percepiti ostacoli e disagi sia durante la gravidanza e sia nel corso della tenera età dei bambini; necessita, quindi, predisporre sia nelle strutture comunali che in altri luoghi zone che possano essere destinate all’allattamento ed al cambio dei bambini nonché angoli gioco e spazi nelle biblioteche per bambini e famiglie; bisogna operare affinchè anche i locali e gli esercizi commerciali si adeguino al massimo all’accoglienza delle esigenze delle neo mamme e delle famiglie con bambini; rimuovere gli ostacoli esistenti che rendono difficoltoso l’accesso con passeggini; istituire sportello informativo per le mamme, di ascolto e consulenza, procedendo al monitoraggio ed alla raccolta annuale dei dati del territorio relativi alla situazione ospedaliera inerente assistenza in gravidanza, nascita, avvio all’allattamento.